La Basilica di Santa Maria Novella è una delle chiese più importanti di Firenze, un antichissimo centro di cultura francescana nonché uno degli edifici religiosi in stile gotico più importanti dell’intera Toscana.
Conquista immediatamente lo sguardo grazie alla sua splendida facciata in marmo bianco finemente intarsiato, ad opera di Leon Battista Alberti, e al suo campanile.

Dove si trova

La chiesa è situata in Piazza di Santa Maria Novella, ai margini del centro storico, in un contesto particolarmente ricco di monumenti e siti di rilevante interesse.
Dista 10 minuti a piedi dal Duomo e da Palazzo Vecchio.
La piazza venne costruita nel 1287 e divenne subito teatro di festival, tornei, competizioni tipiche del periodo.
Su di essa si affacciano l’Ospedale di San Paolo, sede del Museo del Novecento, e il Palazzo Pitti-Broccardi.

Come raggiungerla

come raggiungere basilica santa maria novella

La posizione centrale della Basilica rende particolarmente agevole raggiungere questa importante chiesa.
Il modo più semplice per raggiungerla è tramite il treno. La Stazione FS Santa Maria Novella è a 5 minuti a piedi: basta semplicemente attraversare Piazza Stazione e ci ritroveremo davanti all’ingresso della chiesa.
Chi visita Firenze in auto può approfittare del parcheggio sotterraneo della stazione e giungere così rapidamente a piedi in Basilica.

Descrizione

archi santa maria novella

La Chiesa di Santa Maria Novella conserva uno stile romanico all’esterno con marmi bianchi e verdi con disegni geometrici e uno stile gotico all’interno.
La facciata marmorea venne progettata da Leon Battista Alberti e costruita su una facciata preesistente. È una delle opere più importanti del Rinascimento fiorentino. Un primo intervento avvenne nel 1350 quando il registro inferiore venne ricoperto di marmi bianchi e verdi, costruiti i sei avelli, i due portali laterali gotici e probabilmente anche l’ornamentazione marmorea a riquadri e archetti ciechi a tutto sesto fino al primo cornicione.
L’interno è spazioso. Una caratteristica che è anche figlia dell’uso di archi colorati al centro. La pianta è attribuita al Brunelleschi, a croce commissa (cioè a T), suddivisa in tre navate con sei ampie campate che si rimpiccioliscono verso l’altare.
È lunga 99,20 metri, larga 28,20 metri, con un transetto di 61,54 metri.
La copertura è con volte a crociera a costoloni con archi a sesto acuto decorati da pitture parietali bicrome bianco-verdi sostenute da pilastri polistili.

La storia

La posa della prima pietra della Chiesa di Santa Maria Novella avvenne il 18 ottobre 1279, durante la festa di San Luca.
La costruzione venne completata verso la metà del XIV secolo. Secondo diverse fonti il progetto originario è da attribuire ai frati domenicani Fra’ Sisto da Firenze e Fra’ Ristoro da Campi, con la partecipazione di Fra’ Jacopo Passavanti.
Il campanile e buona parte del conventi vennero edificati grazie all’intervento di Fra’ Jacopo Talenti e di Benci di Cione Dami.
La chiesa venne conclusa nel corso del Trecento, ma fu consacrata nel 1420 da Papa Martino V.
Leon Battista Alberti disegnò il grande portale centrale, la trabeazione e il completamento superiore della facciata.
Tra il 1565 e il 1571 la chiesa venne rimaneggiata ad opera di Giorgio Vasari: venne rimosso il recinto del coro, ricostruiti gli altari laterali, accorciate le finestre gotiche.
Tra il 1575 e il 1577 Giovanni Antonio Dosio costruì la Cappella Gaddi.

Cosa vedere

crocifisso giotto santa maria novella

Fin dal primo momento vennero commissionate numerose opere d’arte per la decorazione della Basilica. Molte di queste attualmente sono conservate presso la Galleria degli Uffizi, una su tutte è “La Madonna in Trono con Bambino” di Duccio di Buoninsegna.
Ma nonostante questo la chiesa è ricca di opere e capolavori.
Scopriamo cosa vedere nelle Basilica di Santa Maria Novella:

Trinità, Maria e Giovanni di Masaccio

(1427 circa) nella terza cappella della navata sinistra;

Crocifisso di Giotto:

è situato al centro della navata principale. Realizzato su tavola tra il 1290 e il 1295;

Crocifisso del Brunelleschi:

in legno, realizzato tra il 1420 e il 1425 e posto presso l’altare della Cappella Gondi;

Affreschi del Ghirlandaio:

presso la cappella Maggiore possiamo ammirare Storie di Maria sulla parete sinistra, Storie di San Giovanni Battista sulla parete destra, San Domenico brucia i libri eretici, Uccisione di S.Pietro Martire, Annunciazione e Andata di S.Giovanni nel deserto. Sulla volta troviamo Evangelisti;

Affreschi di Filippino Lippi:

nella Cappella di Filippo Strozzi troviamo opere raffiguranti Adamo, Noè, Abramo e Giacobbe; sulla parete destra San Filippo Apostolo fa uscire di sotto il tempio di Marte in Jerapoli un mostro e Crocifissione di San Filippo nella lunetta; sulla parete sinistra San Giovanni Evangelista resuscita Drusiana e Martirio del santo nella lunetta; parete di fondo con decorazione architettonica e figure a chiaroscuro). Cartone per le vetrate della cappella, con Madonna con il Bambino e i santi Giovanni e Filippo;

Cappella di Filippo Strozzi:

particolarmente famosa grazie agli affreschi di Filippino Lippi sulla cita di San Filippo Apostolo e San Giovanni Evangelista. Dietro l’altare riposa Filippo Strozzi, all’interno di una tomba in porfido realizzata da Benedetto da Maiano. Sopra vi è un bassorilievo in marmo che rappresenta la Madonna con Bambino;

Cappella Maggiore:

nota anche come Cappella Tornabuoni, venne affrescata dall’Orcagna ma successivamente subì dei danneggiamenti. Gli affreschi che possiamo ammirare oggi vennero realizzati dal Ghirlandaio, con notevoli particolari relativi a personaggi noti nella Firenze dell’epoca e dettagli della vita quotidiana. Sempre nella Cappella Maggiore troviamo un altare un marmo disegnato da Enrico Romoli, sculture di Egisto Rossi, il crocifisso del Giambologna, un leggio risalente alla fine del XVI secolo;

Chiostro Grande:

è il chiostro più grande di Firenze, all’interno del percorso del museo di Santa Maria Novella. Una delle particolarità è rappresentata dalle lunette, il cui interno è completamente affrescato. Venne costruito tra il 1340 e il 1360 ed è composto da 56 arcate interne che creano 60 lunette di cui 53 affrescate;

Chiostro dei Morti:

è parte dell’antica struttura originaria del vecchio convento dominicano. Un tempo era un cimitero, dove si svolgevano anche messe e funzioni. Per questo al suo interno troviamo anche altari e cappelle. Venne parzialmente demolito alla fine dell’Ottocento;

Chiostro Verde:

è il cuore del complesso della Basilica di Santa Maria Novella. Risale al 1332, su progetto di Fra’ Jacopo Talenti. Deve il uso nome al fatto che fu affrescato con pitture in terra verde nel corso della prima metà dell’Ottocento. Numerosi affreschi sono ancora in corso di ristrutturazione dopo i danneggiamenti dell’alluvione del 1966: le storie della Genesi di Paolo Uccello, le storie di Abramo e le storie di Giacobbe;

Cappellone degli Spagnoli:

è l’antica sala capitolare della Basilica. Prende il nome dalla colonia di spagnoli che si riuniva qui fin dai tempi di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I dè Medici. Vi accediamo dal Chiostro Verde. Qui possiamo ammirare un ciclo di affreschi di Andrea di Bonaiuto e affreschi della Navicella di San Pietro Apostolo, della Resurrezione, dell’Ascensione, della Pentecoste.

Curiosità

cappella bardi

Ecco alcune cose che non sapevi sulla Basilica di Santa Maria Novella:

  • I frati di Santa Maria Novella appartengono all’ordine dei Domenicani. Il nome si prestò a giochi di parole, come “Domini… canes”, ovvero “i cani del Signore”. Ecco perché in uno degli affreschi della Sala del Capitolo Andrea di Bonaiuto rappresenta i frati come cani dal manto bianco e nero;
  • In un ciclo affrescato della Cappella Strozzi, Filippino Lippi disegna un buco da cui fuoriesce il diavolo sotto forma di drago. Uno degli apprendisti di Filippino, in assenza del maestro, pensò di mangiare qualcosa. Al ritorno improvviso di Lippi l’apprendista tentò di nascondere il pranzo in quel buco nero, tanto reale appariva ai suoi occhi l’illusione disegnata dal maestro;
  • Tra le scene dipinte della Storia di Maria all’interno della Cappella Maggiore si nascondono il ritratto e la firma del pittore. Il giovane del vestito blu e con il mantello rosso nella scena della Cacciata di Gioacchino è Domenico Ghirlandaio;
  • L’intruso: nel Chiostro Grande viene raccontata la storia di Domingo Guzman in molti affreschi. In uno di questi, la scena della sua morte, troviamo l’intruso Girolamo Savonarola con il volto dal naso prominente che entra dalla porta. Savonarola visse due secoli dopo;
  • Il boccino d’oro di Harry Potter: su alcune lapidi di Santa Maria Novella troviamo un’immagine del globo alato che richiama a quella del celebre boccino di Harry Potter. In realtà è un antico simbolo egizio utilizzato anche dalla Massoneria. Indicava l’anima resa perfetta (la sfera) che vola in cielo.
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