A spasso per Ponte Vecchio: la storia dell’arte orafa fiorentina

Gli orafi di Firenze hanno rappresentato, e rappresentano tutt’ora, uno dei massimi esempi di bravura e maestria nella lavorazione dell’oro.

Se oggi è possibile acquistare a Firenze prodotti di grande qualità e pregio, realizzati dalle esperte mani degli orafi fiorentini, e se oggi Firenze stessa rappresenta anche un centro di eccellenza nella formazione dei maestri orafi di domani, lo si deve soprattutto alla grande tradizione che si è sviluppata in città intorno alla lavorazione del metallo più prezioso presente in natura.

Ma dove nasce questa grande tradizione? Per quale ragione Firenze è diventata un così importante centro per la lavorazione e il commercio dell’oro?

Anche in questo caso le ragioni vanno ricercate nel medioevo quando, intorno alla seconda metà del ‘300, Firenze divenne partner principale di diversi Stati tra cui lo Stato Pontificio, intrattenendo così una relazione che favorì l’utilizzo delle monete d’oro come principale strumento di transizione.

Il papato era solito istituire raccolte fondi per finanziare le opere promosse facendosi anticipare le risorse necessarie da chi disponeva di grandi capitali, capitali di cui Firenze era particolarmente fornita: in questo senso la zecca fiorentina era una tra le zecche più attive della penisola grazie anche ad una fiorente attività commerciale favorita dai rapporti che Firenze intratteneva con diversi Stati e città europee e non solo. Ciò contribuì a rafforzare il legame con lo Stato Pontificio favorendo quindi le transazioni tra Roma e Firenze.

Non è quindi difficile comprendere come la grande disponibilità di oro in città abbia attirato sempre più abili artigiani in grado di trasformare questo materiale in eleganti gioielli o preziosi suppellettili che tanto facevano gola alle nobili famiglie della città e ai ricchi mercanti.

Luogo simbolo di questa fiorente attività è Ponte Vecchio dove è possibile ammirare meravigliosi gioielli brillare nelle vetrine delle botteghe orafe che caratterizzano il ponte. È curioso sottolineare come il ponte non sia sempre stato un elegante centro per la lavorazione e il commercio dell’oro: fino al 1593 il ponte ospitava infatti le botteghe dei macellai che vennero sostituite dai laboratori orafi per volere di Ferdinando I che non gradiva un così poco nobile commercio, e gli odori sgradevoli connessi, proprio sotto all’elegante ed esclusivo Corridoio Vasariano.

Raggiungere Ponte Vecchio dall’Hotel Brunelleschi è molto semplice grazie alla sua estrema vicinanza: i 600 metri che separano l’hotel dal ponte più famoso di Firenze si coprono velocemente e in pochi minuti arriverete in un luogo che racchiude la maestria nelle arti, la storia della città e la bellezza unica che contraddistingue il capoluogo toscano.

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